Archivio — Preistoria in Italia
Documentazione sui principali siti di scavo preistorici italiani: metodologie stratigrafiche, tecniche di datazione assoluta e relativa, e quadro normativo sulla tutela delle aree paleoambientali.
Analisi e documentazione sui principali contesti preistorici della penisola italiana.
Il complesso delle grotte di Balzi Rossi, sul confine italo-francese, custodisce depositi stratigrafici che documentano circa 250.000 anni di presenza umana nel bacino del Mediterraneo occidentale.
Le palafitte preistoriche dei laghi lombardi e veneti, oggi patrimonio UNESCO, restituiscono un quadro dettagliato delle comunità neolitiche che abitavano le rive lacustri tra il 4000 e il 900 a.C.
Con oltre 7.000 strutture censite, i nuraghi sardi rappresentano la più densa concentrazione di architettura megalitica preistorica d'Europa. Un'analisi dei metodi di scavo e delle interpretazioni più recenti.
Le sedici caverne di Grimaldi, scavate dal mare nel calcare cretaceo, contengono industrie litiche dall'Acheuleano al Mesolitico. I livelli musteriani hanno restituito sepolture neanderthaliane databili tra 70.000 e 40.000 anni fa.
Leggi l'articoloI tre principali periodi coperti dall'archivio, con riferimenti ai contesti di scavo più significativi della penisola.
Metodi di scavo
Stratigrafia, unità stratigrafiche, documentazione planimetrica e fotogrammetrica dei depositi preistorici.
Architettura megalitica
Strutture megalitiche sarde, dolmen pugliesi e insediamenti dell'età del rame nella penisola italiana.
Datazione dei reperti
Radiocarbonio, dendrocronologia e analisi degli isotopi stabili applicate ai contesti lacustri e rupestri italiani.
Il Codice dei Beni Culturali (D.lgs. 42/2004) e le direttive europee Natura 2000 definiscono il quadro normativo entro cui operano le soprintendenze e gli istituti di ricerca che gestiscono i siti preistorici.
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